La rinascita di Villa Valente-Crocco, oggi casa della legalità

2 Settembre 2015

di Alessandra Cavallaro

33270 metri quadri. Solo il piano terra. Un numero che deve essere moltiplicato per gli altri due livelli della villa Valente-Crocco. Un caseggiato imponete, perfetto, per far girare "i schèi" (il denaro) del traffico di cocaina. Ma per fortuna non è stata la sua ultima "destinazione d'uso".

A Salvaterra, frazione di Badia Polesine, Rovigo, un bene confiscato viene restituito alla collettività. Ancora il Veneto liberato. La villa ha una storia che procede a ritroso, nei ricordi dei 1500 abitanti.

"Qui durante la guerra c'è stato il quartiere generale dei tedeschi" spiega Francesca, 77 anni, molti acciacchi, la sua abitazione si trova alle spalle del caseggiato. Ma il suo racconto ha in serbo altro. E lo si capisce dal sorrisino appena accennato ad introdurre il to be continued.

Alla villa del boss, dove Carovana incontra Il giardino della legalità

1 Settembre 2015

di Alessandra Cavallaro

"Era un uomo che faceva il suo lavoro. Questo era Giovanni Falcone per me". Non un eroe. È il primo luogo comune che viene sfatato nel laboratorio (ma anche campo) che dal 31 agosto è partito all'interno della villa a Campolongo Maggiore, confiscata prima, e riconsegnata poi alla comunità, del boss Felice Maniero, che qui è nato. Il bene è una costruzione piuttosto imponente, rifinita nei dettagli, emblema di grandezza, circondata da giardino, campo da tennis e piscina, vasca oggi coperta dalla terra. Ne resta solo il simbolo, una scaletta. Segni-traccia, di percorsi di rinascita. Riparte da qui, da questo paesino in provincia di Venezia, la Carovana Internazionale Antimafie.

Si chiude a Bruxelles il progetto Cartt e la prima parte della Carovana Antimafie

30 Giugno 2015

di Alessandro Cobianchi, coordinatore Carovana Antimafie

Il 30 giugno, a Bruxelles, si è chiuso il progetto Cartt che, di fatto, intreccia due edizioni della Carovana Internazionale Antimafie, quella del 2014 e quella del 2015, quasi un passaggio di testimone fra un viaggio che termina e un altro che inizia.

Ci troviamo in una fabbrica dismessa, The egg, nei pressi della Gare du Midi, rivalutata come centro congressi e sede di enti che si occupano di innovazione. Si tratta di uno spazio comunale molto interessante ma leggermente decentrato rispetto al Parlamento Europeo, dove si sarebbe dovuto tenere il nostro incontro se non ci fosse stato un disguido. È una casualità, ma si trasforma in metafora: il tema di Cartt, quello della lotta alle nuove schiavitù, nonostante gli sforzi, proprio come questa straordinaria struttura che ci ospita, resta ancora decentrato rispetto alle agende politiche di molti Stati europei e della stessa Unione.

La febbre del carovaniere

di Dario Pruiti, carovaniere

Da 21 anni gira una febbre tipica all’interno dell’Arci: la febbre del carovaniere, una bulimia affettiva che altera le  abitudini e ti precipita su un furgone in giro per l’Italia e l’Europa tra circoli Arci,  stazioni di servizio, presidi di giustizia sociale e stanchezza rinfrancante. Non è semplice accettare il rischio fisico di guidare o stare su un furgone per strade ed autostrade invase da tir e Nuvolari inesperti, saltare pasti, sonno, lavoro, affetti e rimanere in balia di naturali imprevisti.

La musica suona e il cuore batte!

28 Giugno 2015

di Marzia Papagna


In Val di Cecina ci accoglie Che Guevara: "Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso". È scritto su uno striscione che vediamo lungo la strada per Castel Nuovo di Val di Cecina, un paesino di poco più di 3mila abitanti, a sud di Pisa. Ci fermiamo per un caffè e in un bar scopriamo che la metà dei lavoratori della Smith-bts (193 in totale) rischia di perdere il posto di lavoro, si contano già 90 esuberi.