Una periferia che agisce il cambiamento

23 Settembre 2015

di Valeria Schiavi e Rodolfo Ungheri

46La giornata inizia presto, scivoliamo verso il mare e verso il mercato di Ragusa. La Carovana si ferma presso il mercato, angolo di periferia, per raccogliere le firme per la Campagna “Riparte il futuro”, promossa da Libera e Gruppo Abele. Cgil, Cisl e Uil organizzano il volantinaggio fra la gente.

Dopo questa piccola sosta è già tempo di ripartire, dobbiamo passare da Canicattini Bagni per abbracciare un amico della Carovana, il sociologo e presidente della cooperativa Passwork, Sebino Scaglione; il 18 settembre Sebino è stato vittima di un ordigno dinamitardo esploso sul portone della sua abitazione.
Siamo accolti, presso lo Sprar Obioroma (gestito dalla cooperativa Passwork) che ospita donne vittime di tratta e vulnerabili, incontriamo una realtà d’interazione multietnica e di riscatto sociale.

C’è il sindaco Paolo Amenta a riceverci, con lui Giovanni, responsabile della Coop Arcolaio e i rappresentanti del presidio “Salvatore Riati” di Libera.

Tra loro c’è anche la sorella di Salvatore che ci confida quanto, a volte, sia difficile esporsi ma che questo impegno è la continuazione del “fare memoria”.  Poi ci viene presentata una realtà d’integrazione e soprattutto di riscatto sociale.

A San Cataldo una periferia al centro

22 Settembre 2015

di Valeria Schiavi e Rodolfo Ungheri

45Fermiamo il furgone a San Cataldo e ci ritroviamo in una “periferia al centro”: a San Cataldo, la piazza intitolata a San Giuseppe è il simbolo dell’abbandono che spesso tocca i centri storici, le case si svuotano, lasciando il posto al degrado e alla periferia sociale.

Ci sentiamo quasi occupanti di questo luogo, un’occupazione atta alla riappropriazione e alla riconsiderazione del territorio.

Incontriamo gli alunni e gli insegnanti delle varie scuole di San Cataldo che iniziano a colorare “lo striscione della legalità” esprimendo attraverso l’arte e i colori il loro concetto di legalità e di antimafia.

È una mattinata ricca di cultura, dal palco il sindaco e i rappresentanti delle istituzioni locali, cedono la parola a un ragazzo pakistano ospite di uno SPRAR che legge una sua poesia in lingua madre; prima di lasciarsi invadere dalla musica trascinante dei Pupi di Surfaro la piazza si ferma un minuto per salutare silenziosamente il giudice Livatino.

Alla fine del concerto tutta la Piazza canta “Bella Ciao”, mentre Peppe dell’Arci sventola bandiera dell’Anpi.

La Carovana per incontrarsi e leggersi come rete

21 Settembre 2015

di Valeria Schiavi e Rodolfo Ungheri

44Partiamo presto per arrivare a Canicattì e, dopo innumerevoli deviazioni, portiamo la Carovana a “salutare” il giudice Livatino nel venticinquesimo anniversario della sua morte.

Al pomeriggio ci aspettano a Licata, al campo sportivo “Falcone e Borsellino” dove i ragazzi dell'associazione A testa alta ci aspettano per parlare della loro lotta all’illegalità attraverso lo sport e la protezione dell’ambiente. In questa tappa c’è una sorpresa: Don Ciotti decide di fare una deviazione e da Canicattì ci raggiunge a Licata.

Nemmeno il tempo di salutarci e lo vediamo intento ad osservare la nostra mostra sulle periferie (con le foto di Stefano Pavesi).

Sarà lo stesso Don Ciotti a introdurre il dibattito o meglio il racconto ad una assemblea dispiegata in cerchio. La Carovana è una buona occasione per incontrarsi e leggersi come rete. Lega Navale, Wwf, Comitato No-Peos, Il Dilemma, Cittadinanzattiva, Il Tribunale dei Diritti del Malato, I Cantieri delle Utopie, Federconsumatori, Centro Italiano Femminile e A testa alta. Sono in tanti e noi scopriamo che la piccola cittadina di Licata è ricca d'associazioni ma che si deve rafforzare il dialogo fra queste. La parola “Noi” oggi è più forte.

Concludiamo questa tappa, seduti sugli spalti, a guardare il  Torneo della Legalità – Città di Licata.

 

Nel luogo più nascosto di Palermo

20 Settembre 2015

di Valeria Schiavi e Rodolfo Ungheri

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Prendete una città, guardatene la mappa e scovatene il luogo più nascosto, quello che nemmeno gli abitanti conoscono, poi recatevi lì. Se vi trovate a Palermo, magari seguendo la Carovana, capiterete allo Zen2; una città nella città.

In questo quartiere, destinato ad essere quasi un’altra Palermo, apparentemente ci sono solo cumuli di cemento relegati a meri contenitori di persone. Incontriamo l’associazione Zen insieme che, oltre a occuparsi d iniziative culturali, integrazione ed educazione, ha dato voce al riscatto dei suoi abitanti.

A La Spezia, dove la mafia non si vede

15 Settembre 2015

di Giovanni Bellini

40La tappa piemontese è terminata con il piacevole fuori programma dell'apertura del bene confiscato a Nichelino.

Così, dopo aver riposto lo striscione ed i bagagli nel furgone, salutiamo i ragazzi di Casa Acmos che ci hanno ospitato negli ultimi giorni e con cui ieri notte abbiamo fatto le ore piccole e ripartiamo con il furgone della Carovana.